Respirare un’aria diversa

Mirco Tonin

È partita in questi giorni la campagna «Respiriamo», con l’obiettivo di sensibilizzare le persone a mettere in atto una serie di comportamenti volti a migliorare la qualità dell’aria. Spostarsi a piedi, in bici o con i mezzi pubblici, moderare la velocità in auto, indicazioni certo non nuove, ma che vale la pena ripetere visto che il problema dell’inquinamento atmosferico è serio. Serio e pervasivo. Sempre più studi mostrano infatti come gli effetti di particolato e altri inquinanti siano non solo sulla salute, ma anche sulla capacità di apprendimento, sulla produttività al lavoro, addirittura sui comportamenti violenti.


Claudia Persico (American University di Washington) ha appena pubblicato, con altri colleghi, uno studio circa gli effetti dell’inquinamento dovuto al traffico sul rendimento scolastico. I ricercatori guardano agli istituti scolastici che sono a meno di 250 metri da un’importante arteria stradale e sfruttano la direzione prevalente dei venti per determinare le conseguenze dell’esposizione agli inquinanti. Quello che emerge è che quando uno studente si sposta, nella transizione tra elementari e medie o tra medie e superiori, in un istituto scolastico in cui l’aria è maggiormente inquinata, la media dei voti tende a scendere, mentre aumentano i giorni di assenza da scuola e la probabilità di tenere comportamenti tali da ricevere un provvedimento disciplinare come la sospensione. Vari studi confermano questi effetti negativi.

Nel contesto di Bolzano preoccupa quindi in modo particolare leggere come tra le strade più inquinate ci sia, ad esempio, via Rosmini, in prossimità della scuola elementare Dante, delle medie Ilaria Alpi e Josef von Aufschnaiter e della sede principale dell’università. Lascia perplessi come in questa come in altre zone centrali della città si vedano circolare enormi camion adibiti, ad esempio, al trasporto di tronchi, spesso proprio in concomitanza con l’inizio delle lezioni. Oltre al pericolo di incidenti, come purtroppo testimoniato dalle recenti cronache cittadine, la presenza di questi mezzi certo non contribuisce a migliorare la qualità dell’aria.


Che fare dunque? Nel decidere quali politiche mettere in atto è buona pratica considerare i costi e i benefici che ne derivano. I costi associati alle politiche ambientali atte a ridurre l’inquinamento sono di solito immediati e concentrati su particolari categorie, magari organizzate e politicamente influenti. I costi derivanti dall’inquinamento sono invece spesso molto diffusi ed evidenti magari solo dopo un periodo di tempo medio-lungo. Questo, tuttavia, non li rende meno reali e non dovrebbe inibire l’adozione di misure efficaci.

Pubblicato sul Corriere dell’Alto Adige del 21 novembre 2019

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